La lavanda appartiene al genere Lavandula, composto da circa 40 specie originarie del bacino del mediterraneo e diffuse dalle Canarie all’India.Conosciuta e utilizzata dall’uomo da oltre 2.500 anni con impieghi che si sono mantenuti pressoché immutati nel corso dei secoli nel settore orticolo, medicinale e profumiero. Le numerose proprietà di questa pianta erano note non solo ai Romani e ai Greci, ma si è potuto stabilire che anche in epoca Egizia e fenicia la lavanda era impiegata in cucina, medicina, per il benessere e la salute delle persone.
La sua etimologia si lega al profumo, alle proprietà toniche, antisettiche e repulsive nei confronti degli insetti, Il termine lavanda significa “lavare” e si riferisce all’abitudine degli antichi greci e romani di profumare l’acqua delle abitazioni e delle terme con l’estratto alcolico di questi fiori.
Si tratta di una pianta di facile coltivazione diffusa sul territorio italiano dalla Liguria alla Sicilia, dalla pianura fino ai 100 metri di altitudine, molto adatta per tutte quelle zone considerate “svantaggiate” dal punto di vista agricolo.
Le piante aromatiche:
Teucrium e rosmarino, salvia, timo, basilico aglina. Maggiornana, origano, coriandolo, erba cipollina.



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